UN SERENO NUOVO ANNO E LA FORZA DELLA PAROLA
Buonasera cari amici,
grazie innanzi tutto per essere in tanti, la forza della parola si perde nella solitudine, ma fiorisce e si fortifica nella molteplicità. In una storiella sufi si dice che “Un bosco è sempre più forte di un albero solitario” e sarebbe estremamente interessante e, secondo la mia visione, produttivo, se insieme, potessimo costruire, con commenti e valide proposte, l’interazione necessaria a far emergere un bosco di pensieri, di commenti, di storie e di storia.
Nella speranza che questo invito venga accolto, vi auguro un BUON NUOVO ANNO, con il cuore alle giovani e ai giovani iraniani uccisi e perseguitati da un regime tiranno, che si è dimostrato di una crudeltà inaudita, alle giovani afghane, mortificate e cacciate dalle università ad opera di un branco di maleodoranti craproni col kalashnikov, abbandonate da Mr. Biden il presidente di una nazione che ho amato, il cui simbolo è la statua della libertà, libertà calpestata.
Un pensiero va a tutto il popolo ucraino, perché finisca il massacro e torni a guardare il cielo non perché su di esso si staglia un missile, ma per la bellezza che rappresenta, e auguro che il pensiero di tutti vada ai 25 milioni, nel mondo, che soffrono la fame estrema.
Ci risentiamo, un abbraccio a tutti, con l’augurio di un sereno 2023.