MURGIA, SAVIANO E L’IGNORANZA CHE FA MALE
È da un po’ di tempo che non mi faccio vivo su questo blog, ma il mio lavoro mi assorbe tanto.
Oggi, di fronte all’ennesimo attacco di Michela Murgia (ancora sono in attesa di comprendere le grandi cose che ha scritto o fatto per essere considerata una voce autorevole), un attacco, dicevo, che posso definire erroneo e stupefacente e che denota ignoranza sulle procedure militari. Purtroppo, è rimbalzato su molti social, facendo un certo rumore, tanto da scomodare Roberto Saviano (nonostante tutti gli sforzi non riesco ancora a capirlo), che si è accodato, anche per comodo ideologico, alla Murgia, pubblicando (e non poteva mancare) l’ennesimo richiamo al fascismo. Forse questi due signori non hanno ancora compreso che parliamo di un passato, neanche tanto vicino, e di un’esperienza negativa che oggi, non potrebbe più verificarsi. Il fascismo è stato una parentesi che l’Italia ha molto sofferto, ma che oggi non potrebbe attecchire. Molte cose sono cambiate, le libertà conquistate (anche di dire scempiaggini), la nazione fa parte di un’unione di Stati e di un Patto Atlantico, dal quale non si torna indietro.
Torniamo a Murgia e Saviano e al loro fantomatico saluto fascista davanti al Presidente della Repubblica. Una buona occasione perduta per rimanere in silenzio. Il braccio alzato davanti alla tribuna d’onore, che i due apprezzati signori hanno definito “fascista” è un saluto militare, si chiama “di marcia”: si alza il braccio destro perpendicolare per poi, di scatto, portarlo alla tempia a mano aperta per il saluto. Altro che saluto romano! Eppure si è parlato di “episodio inquietante”. Un allarme dell’arrivo di un pericolo di dittatura. Come diceva il grande Totò: “ma mi faccia il piacere…”.